Ogni giorno leggiamo numeri che raccontano una diminuzione: meno vocazioni, meno presenze nelle comunità, meno partecipazione ecclesiale. Molti osservano questo fenomeno con preoccupazione, qualcuno con rassegnazione.
Ma la domanda decisiva forse non è quante persone siamo rimaste.
La domanda è un’altra: che cosa lo Spirito sta cercando di generare attraverso questa crisi?
La storia della Chiesa insegna che le stagioni di apparente declino sono spesso state il grembo di profonde rinascite. Quando alcune forme si esauriscono, il Vangelo non smette di generare vita. Chiede però il coraggio di distinguere ciò che è essenziale da ciò che è soltanto abitudine.
Forse il futuro della vita consacrata non passerà attraverso comunità più grandi, ma attraverso comunità più evangeliche. Non attraverso opere più imponenti, ma attraverso presenze più profetiche. Non attraverso il tentativo di conservare tutto, ma attraverso la libertà di lasciar cadere ciò che non porta più frutto per custodire il fuoco originario del carisma.
Questo blog nasce da una convinzione semplice: la vita consacrata non sta morendo. Sta attraversando una trasformazione.
E come ogni trasformazione autentica, richiede occhi capaci di vedere i germogli mentre sono ancora nascosti sotto la terra dell’inverno.
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